MINISTRI

  • i ministeri istituiti come eventi profondamente spirituali, tali da coinvolgere le persone e le comunità a cui sono destinati; per cui non possono essere un fatto isolato, ma una scelta di vita; non possono ridursi a compiti rituali o a una organizzazione più razionale dei servizi; non sono prestazioni straordinarie o di volontariato individuale, ma il segno di una comunità che ha fatto propria la scelta di Gesù di "lavare i piedi" ai fratelli;

  • i ministeri istituiti come giunture e mezzi di comunione, per Eucaristie vive e una circolazione vitale fra presidenza eucaristica e assemblea, celebrazione e vita;

  • una messa in guardia contro i rischi di funzionalismo, efficientismo e ritualismo insiti per esempio nell'idea dei ministri straordinari della Comunione.

Tali orientamenti vengono esposti da S.E. Mons. Cè il 26 giugno 1975, durante i lavori della seconda riunione della Consulta dell'ufficio Liturgico Nazionale della C.E.I. e hanno continuato ad accompagnare il cammino di questi anni.
I primi due accoliti e due lettori bolognesi vengono istituiti da S.E. Mons. Cè il 3 aprile 1976 nella parrocchia di S. Vincenzo de' Paoli.
Nel 1985 l 'Arcivescovo Giacomo Biffi definisce i ministri istituiti una «bella e grande realtà della nostra Chiesa» ed auspica che sorga e si sviluppi in modo abbastanza omogeneo su tutto il territorio della Diocesi, chiedendo però di vigilare perché «non perda col tempo lo slancio e l'energia dello Spirito che le ha dato inizio, e neppure si banalizzi in una amplificazione che vada a scapito della qualità e della serietà dell'impegno» (Itinerario pastorale, n. 31).
Gli orientamenti maturati nei primi anni sono confluiti nel Direttorio per la promozione e la formazione dei diaconi permanenti e dei ministri istituiti promulgato nel 1990, che codifica in particolare la scelta di rendere obbligatorio l'esercizio di un ministero istituito prima di intraprendere il cammino del diaconato permanente. Nella Nota pastorale Guai a me (1992), i ministri istituiti vengono segnalati tra i soggetti protagonisti della nuova evangelizzazione, in quanto realizzano un organico coinvolgimento attivo e permanente nelle funzioni ecclesiali di rilievo.
Ad essi sono naturalmente aperti vari campi: l'evangelizzazione, la carità, l'assistenza sociale, l'educazione delle nuove generazioni e l'animazione cristiana delle realtà temporali, da animare con spirito missionario (n. 61).